Il valore della condivisione. Spunti per la resilienza di un territorio

Fino a qualche anno fa la parola co-creare era solo un concetto nella testa di alcuni individui, pochi a dire la verità, che vedevano all’orizzonte l’opportunità di creare in modo condiviso un futuro diverso. Un futuro dove tutti potessero partecipare alla riscrittura di un territorio, attraverso idee, professionalità diverse e progetti condivisi. Oggi lo sviluppo di questo concetto è diventato una necessità.

Da qualche tempo infatti, il coinvolgimento di tutti gli stakeholder locali per sviluppare idee ed aprire a nuove opportunità, sta diventando necessario per la crescita economica, sociale e ambientale di un territorio e della sua comunità.
Prescindere oggi dal concetto di condivisione è anacronistico e inefficiente sotto molti punti di vista.
Quello che si chiede agli attuali amministratori locali è la capacità di coinvolgere a tutti i livelli, la maggior parte di portatori di interessi possibile, al fine di condividere visioni e progetti, ed abbattere in questo modo il rischio che l’insoddisfazione di una parte della comunità comprometta in modo rilevante la realizzazione dell’idea.

Cosa vuol dire coinvolgere?

Qualche tempo fa ho assistito ad un evento molto interessante, dove un’amministrazione comunale, attraverso alcuni giovani architetti e ingegneri residenti in città, ha presentato alcune idee che ne ridisegnano la mobilità urbana, con l’obiettivo di riconsegnare ai cittadini una città nuova e strategicamente innovativa.
Seppur l’idea fosse di grande rilevanza per la città, ciò che mancava era una visione condivisa del progetto, ad esempio con le associazioni di categorie presenti sul territorio, con le associazioni del terzo settore, con i cittadini, con le imprese, ecc. Ciò che rende un idea un’opportunità per un territorio è la vera condivisione; la capacità di ascoltare e tradurre in azioni concrete, tutte quelle che sono le necessità emerse durante l’ascolto di tutti i bisogni dei partecipanti o portatori di interesse.

Se non si condividono idee e progetti, l’errore più frequente che viene fatto è quello di non valutare correttamente i bisogni degli stakeholder locali, e ciò porta inesorabilmente a frizioni, che certe volte possono portare anche al fallimento dell’iniziativa.
Aprire dunque un tavolo di scambio di opinioni su idee concrete, accresce enormemente la possibilità di successo di un progetto e la quasi certezza di evirate sprechi, soprattutto di tipo economico. Dettaglio non di poco conto.

Quali strategie possono attuare le Amministrazioni pubbliche per diventare più coinvolgenti nei confronti della Comunità?

Ci sono 6 punti che secondo me vanno tenuti presenti e che dovrebbero, in qualche modo, guidare un’Amministrazione o chiunque presenti un progetto:

  1. Essere in grado di alimentare progetti e iniziative che guardino al bisogno della comunità e alla resilienza di un territorio o una città:
  2. Essere in grado di coinvolgere la maggior parte di stakeholder locali (Associazioni di categoria, Associazioni del Terzo Settore, imprese pubbliche e private, i cittadini);
  3. Proporre tavoli di lavoro condivisi su specifiche esigenze, che ispirino un confronto co-creativo con tutti i soggetti interessati;
  4. Diventare i promotori di progetti e delegarne, in alcuni casi, il coordinamento ad Associazioni di categoria e/o Associazioni del Terzo Settore, oppure ad aziende private, cosi da accrescere il coinvolgimento e stimolarne la responsabilità oggettiva;
  5. coinvolgere nei processi di ideazione e confronto progettuale anche portatori di interesse che all’apparenza possono sembrare disinteressati;
  6. nei processi decisionali, rafforzare l’inclusione di forze che potrebbero essere poco interessate al successo dei progetti, così da diminuire il rischio concreto di una barriera ideologica, capace di rallentare o annullare lo stesso sviluppo dell’idea;

Se per anni il bene publico, la città o il territorio, era considerato un “tavolo” sul quale speculare, oggi non è più cosi. Le cose stanno cambiando a favore di una visione complessiva più orientata verso la partecipazione delle persone e delle comunità. La capacità e la responsabilità di fare percepire la città o un territorio, come un bene comune, è la sfida di questi ultimi anni. Garantire a tutti la possibilità di esprimersi e costruire insieme un idea o un progetto, diventa fondamentale per la politica soprattuto locale, che ne esce rafforzata nella reputazione.
Molti stati europei applicano ormai da tempo il concetto della condivisione, per favorire il buon fine di progetti e iniziative, con risultati importanti, sia dal punto di vista economico, sia da quello partecipativo. Anche la Commissione Europea a capito, che co-creare, non solo diventa un driver importante per la crescita economica e sociale di uno stato, ma rafforza l’appartenenza e il legame con il territorio. Per questo da alcuni anni, si fa promotrice di iniziative a livello comunitario che cercano di rafforzare il legame dei cittadini e di tutti gli stakeholder con il territorio, attraverso progetti specifici di crescita urbana. Uno dei progetti più importanti in questo senso è il progetto URBAN WINS volto a sviluppare e sperimentare piani e soluzioni innovative volte a migliorare la prevenzione e la gestione dei rifiuti.
Lanciato nel giugno 2016, il progetto analizza le strategie attuali per la prevenzione e la gestione dei rifiuti in un totale di 24 città e valuta come contribuiscono alla resilienza e all’efficienza delle risorse. Il progetto seguirà l’approccio del metabolismo urbano, in cui le città sono considerate organismi viventi che utilizzano risorse naturali e creano un flusso di materiali e energie. I risultati verranno utilizzati per definire obiettivi e indicatori dei piani strategici per la prevenzione e la gestione dei rifiuti nelle otto città pilota, tra cui le italiane Torino, Cremona, Albano Laziale, Pomezia.

Condividere è un passo importante per la crescita di un territorio e di una comunità, ma diventa prerogativa di trasparenza e buona governance per un’amministrazione pubblica.

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