La divisione si fa alla fonte!

[ Sono passati molti anni, da quando nelle case di mezza Italia, è iniziata la raccolta differenziata dei nostri rifiuti domestici ed i benefici di questo sforzo ancora non si percepiscono, malgrado il nostro impegno giornaliero. Forse manca una giusta comunicazione? Però, in questi ultimi mesi, non mancano di informarci, che addirittura stiamo diventando bravissimi a raccogliere e dividere i nostri rifiuti, forse i più bravi di tutta UE! – Sarà poi vero? Qualche dubbio resta! ]

“Smart Citizens for Healthy Cities”

Ci stiamo avvicinando a grandi passi ad un punto di non ritorno! lo sapevate questo?

La Terra, il pianeta su cui viviamo, sta attraversando un momento critico, a causa di grandi cambiamenti climatici, che stanno mettendo a dura prova interi popoli. La carenza di cibo è una delle cause più importanti dei mutamenti climatici. Interi popoli senza cibo e senza la possibilità di accedervi, in tempi brevi, sono la fotografia del nostro tempo. Quello che possiamo fare per attenuare questi fenomeni è cambiare decisamente direzione. Cambiare direzione, implica anche saper modificare i nostri atteggiamenti quotidiani, verso una modalità focalizzata sulla riduzione della materia. Il risparmio delle risorse naturali, così come la capacità di riduzione della materia, sono la base su cui partire per riequilibrare gli ecosistemi naturali. Nella nostra quotidianità, il primo passo verso questa direzione, è la divisione, o se preferite la selezione della materia fatta alla fonte.

La selezione fatta alla fonte è la buona pratica.

Ci salverà dal continuo bisogno di materia prima, che  oggi, serve per produrre e confezionare le merci (abiti, bicchieri, mobili, case, macchine, smartphone, ecc.). Stiamo finendo le scorte naturali di materie prime, e ciò che ci salverà, è quello che noi, tutti i santi giorni usiamo e poi buttiamo via. Fin dal mattino, quando ci svegliamo, consumiamo o peggio, sprechiamo qualcosa. Qualche esempio: l’acqua per lavarci (una doccia che dura più di 5 min. è considerata un vero e proprio spreco di acqua), usiamo uno spazzolino di plastica che prima o poi getteremo nella spazzatura, consumiamo energia per fare il caffè o the, consumiamo caffè o the – che il più delle volte arrivano da filiere non sostenibili – e così continuiamo a consumare qualcosa, fino alla fine della giornata, senza ormai più farci più caso!

Pensandoci bene, ci capita raramente di recuperare qualcosa, e la maggior parte delle materie che maneggiamo durante la giornata finiscono per diventare rifiuti.

Ma non siamo sempre stati una razza di Homo Consumericus (neologismo usato in particolare da due sociologi: Gad Saad, nel libro ‘The Evolutionary Bases of Consumption, e da Gilles Lipovetsky, nel libro ‘Bonheur Paradoxal: Essai sur la société d’hyperconsommation’).

Infatti, solo pochi decenni fa, complice una forte crisi economica dovuta all’accavallarsi delle due Guerre Mondiali, eravamo più attenti alle cose, ed il loro valore era percepito altissimo, forse come mai nell’epoca contemporanea. Oggi, uno dei maggior difetti della nostra società, la cosiddetta società tecnologica del terzo millennio, è lo spreco. Consumiamo e sprechiamo qualunque cosa. Non cerchiamo di riusare o riparare niente! Ci disfiamo con facilità di tutto ciò che abbiamo usato, o di tutto ciò che si è guastato, senza pensare che, per esempio, potrebbe essere facilmente riparato.

Con questo tipo di mentalità, ormai diventato un atteggiamento consolidato nel corso degli ultimi anni,  voler cambiare rapidamente direzione ed imboccare la strada verso una riduzione delle materie e dello spreco, diventa piuttosto difficile.

Oggi però, sappiamo che questo cambio di mentalità è necessario, e che dovremmo rivedere dall’inizio i nostri atteggiamenti verso la catena di produzione dei rifiuti.

E saranno proprio questi nuovi atteggiamenti che ci salveranno!

Se prestassimo attenzione a ciò che facciamo quotidianamente, ci accorgeremmo che possiamo fare molto di più per indirizzare le nostre scelte verso una concreta sostenibilità.

Il presupposto è  –> tutto ciò che usiamo è materia recuperabile!

Cosa possiamo fare dunque, a casa, a scuola, in fabbrica, in ufficio, in negozio, per ruotare i nostri atteggiamenti verso una direzione sostenibile e circolare?

Forse meno di quello che pensate! Esempio: poco più di 6 secondi per schiacciare una bottiglia di plastica e riporla nel contenitore per sole bottiglie di PET. Il tappo? un solo secondo, il tempo di un lancio, per metterlo nel contenitore apposito dei tappi!

Dobbiamo abituarci a pensare in modo sostenibile e separare tutto ciò che riusciamo!

Si, perché il segreto è dividere il più possibile!

E per essere efficiente, la divisione, deve essere fatta alla fonte generatrice del residuo; solo in questo modo sarà possibile ri-utilizzare ciò che abbiamo scartato.

Lo spazzolino da denti va dunque riposto in un contenitore della plastica diverso da quella delle bottiglie,  perché  è un tipo di plastica differente, sempre preziosa, ma differente. Per l’acqua, che quotidianamente usiamo per l’igiene personale, per lavare gli indumenti, per cucinare o per bagnare i fiori, aspettando che gli ingegneri progettino sistemi di trattamento domestici, ciò che oggi possiamo fare è  stare attenti ad utilizzarne la giusta quantità.

La casa è una miniera di materia* potenzialmente recuperabile. Come una casa, lo è anche un ufficio, una scuola o una fabbrica. In tutti questi luoghi produciamo dei residui, che potenzialmente possiamo recuperare.

Proviamo a considerare questi luoghi come sistemi viventi (in effetti lo sono, se solo azzardiamo il paragone con le cellule —> ogni persona ha un ruolo, proprio come le diverse cellule del nostro organismo) e ai loro flussi metabolici interni, scopriremo che, come succede per le cellule, è possibile arrivare ad un punto un cui la produzione di residui  – rifiuti – è quasi pari a Zero.

Sistemi diversi ma che generano residui simili, che possono essere recuperati e rivalorizzati con il riuso, il riciclo o con la semplice riduzione.

Questi meccanismi, che possono verificarsi solo se si crea una reale cooperazione tra le persone, sono straordinariamente importanti per innescare un modello circolare. In un prossimo futuro la città, cosi che la conosciamo, è destinata a cambiare, e una delle priorità sarà quella di ridurre gli sprechi e la quantità di residui prodotti. Per fare questo, e generare un Nuovo Sistema Città, avremmo bisogno prima di tutto di Cittadini Intelligenti per costruire città più sane, e partire oggi, con la consapevolezza che la divisione dei nostri residui  effettuata alla fonte è una cosa straordinariamente importante, accelera questo cambiamento.

La città cambierà e con essa tutto ciò che gli ruota intorno subirà un delicato riequilibrio e il nostro compito di Cittadini sarà quello di anticipare questo futuro attraverso le nostre scelte ed i nostri nuovi atteggiamenti.

 

*La Miniera Domestica

  • Legno (mobili, pavimenti, tavoli, sedie, porte interne, finestre, posate, ciotole, piatti, divani, poltrone, Imballaggi);
  • Plastiche (suppellettili, sedie, tavoli, sedie, posate, piatti, bottiglie, contenitori dei detersivi, spazzolini, giochi per bambini, apparecchi elettronici, piano di lavoro della cucina, lampadari, Imballaggi);
  • Alluminio (lattine, strutture dei letti, finestre, porte, caloriferi, maniglie, lavastoviglie, lavatrice, frigorifero, Imballaggi);
  • Acciaio (posate, stoviglie, Imballaggi…..)
  • Vetro (bottiglie, bicchieri, vetri finestre, vasetti, piano del tavolo, specchi, vetri delle porte, lampadari, Imballaggi……);
  • Ceramica (piatti, marmitte, vasi, …..);
  • materiali inerti (piastrelle, pavimenti, rivestimenti, …..)
  • Materiali elettronici (televisione, radio, stereo, sveglie, frigor, lavastoviglie, lavatrice, telefoni, smartphone, pc, stampanti, orologi, …)
  • Tessili (coperte, lenzuola, cuscini, tendaggi, vestiti, rivestimenti divani e poltrone, strofinacci, Imballaggi)
  • Organici (scarti alimentari, scarti vegetali, carta e cartone)
  • Carta e cartone (giornali, riviste, libri, quaderni, ….)
  • Inerti da costruzione, calcestruzzo,  cementi e mattoni.

E pazienza se mi sono dimenticato qualcosa, l’importante è che avete capito il concetto!

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  1. […] in questo blog si parla di come sia importante fare la raccolta dei materiali di scarto all’origine della catena finale di recupero, questo vuol dire fare sostanzialmente una raccolta mirata nei […]

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