Mercati rionali circolari. Quali i benefici per la città?

Questo post nasce idealmente due anni fa, quando girando per alcuni mercati rionali di alimentari, mi accorsi della gestione, poco ordinata, dei rifiuti prodotti durante la giornata di lavoro. In questo periodo di feste, ho ri-visitato di nuovo alcuni di quei mercati rionali e le cose che ho visto non erano diverse da quelle che vidi due anni fa; nonostante quanto bene si dice della capacità Italica di gestire i rifiuti che produciamo (!?). Se anche voi, quando andate a fare la spesa al mercato sotto casa, provate a farci caso, noterete sicuramente che in alcuni casi la gestione dei rifiuti non è impeccabile e che  alcune volte è davvero approssimativa.

La mia preoccupazione di allora, ma lo è ancora oggi, era capire come poter riorganizzare un mercato rionale in un ottica sostenibile e circolare, che permettesse cioè, il recupero totale dei materiali prodotti e che avesse il minor impatto possibile sull’ambiente e sulle persone. Oggi per fortuna parlare di rifiuti è un eresia, ed in effetti se osservate attentamente ciò che scartiamo, sono tutto, trame che rifiuti senza valore. Ciò che gettiamo via sono materiali di elevato valore economico e recuperarne il più possibile è la sfida del presente e del futuro. Nel nostro caso non riuscivo proprio a capire come, per una gestione approssimativa della raccolta, si potesse perdere una così alta percentuale di materiale prezioso e potenzialmente recuperabile, formato prevalentemente da materiale organico, plastico, legno e carta cartone. Cumuli di scarti di verdura e frutta, misti al legno delle cassette, alla plastica degli imballaggi e al vetro, alla carta e cartone ecc. giacevano ai bordi della piazza, pronti per essere raccolti dal servizio di spazzamento locale.

Uno spreco infinito pensavo!

Perché non recuperano in modo metodico il materiale organico, il legno, la carta il cartone la plastica e il vetro?

Le operazioni di separazione alla fonte sono semplici, ma con ogni probabilità difficili da attuare a causa di un organizzazione non adatta alla raccolta selettiva dei rifiuti.

Eppure, pensare in modo circolare potrebbe risolvere molti problemi riguardo allo smaltimento dei rifiuti e, perché no, anche alla riduzione dei costi legati a tutta una serie di attività complementari, come per esempio la pulizia delle aree di lavoro e la loro sistemazione post operam.

Con questi pensieri in testa sono nate alcune considerazioni e spunti per realizzare un mercato sostenibile e circolare, che hanno poi preso forma in un progetto più complesso, che ha nelle fondamenta progettuali i prossimi 6 punti cardine.

I 6 passi per passare da un mercato rionale Lineare ad un mercato rionale Circolare:

  1. Come succede per tutti i progetti che abbiano come obiettivo un cambiamento significativo degli atteggiamenti, verso un nuovo modello ambientale e sociale, anche io parto dal punto più importante, l’Educazione al Cambiamento! In pratica vuol dire che bisogna informare e formare, le persone coinvolte nel progetto, nel nostro caso i commercianti ambulanti che prendono parte al mercato, rendendoli consapevoli che ci sarà un cambiamento a livello organizzativo generale e che loro stessi saranno i protagonisti di questo cambiamento. In un ottica sostenibile, con l’obiettivo quindi, di non gravare sullo stato dell’ambiente, la tecnologia ci aiuta molto nella scelta degli strumenti da utilizzare per svolgere questo compito. Oggi infatti, la tecnologia, ci offre la possibilità di fare Formazione e Informazione alle persone, anche da remoto ed in modo virtuale, senza necessariamente essere vincolati a tempi o a luoghi. Il nostro piano di Informazione e Formazione può, pertanto, essere realizzato attraverso uno o più Webinar (Seminario interattivo tenuto su Internet*) e/o Webcast dedicati, caricati su un portale internet disponibile, per esempio quello del Comune, e disponibili agli utenti, che possono scaricare la trasmissione e seguirla off-line nei tempi e nei luoghi a loro più congeniali. L’utilizzo di questi strumenti rientra a tutti gli effetti in un modello di progetto sostenibile/circolare, in quanto non prevedendo di essere necessariamente presente in un luogo, vengono ottimizzate tutta una serie di spese economiche, sia a carico degli utenti, sia a carico dell’organizzazione, ma soprattutto consentono di non incidere sullo stato dell’ambiente, annullando di fatto spostamenti con i mezzi di trasporto, l’uso della carta per volantini informativi e dispense (Paperless Concept), spreco di cibo del catering, ecc. con un notevole beneficio per tutto il sistema. Anche l’uso di altri strumenti, come quelli di messaggistica istantanea, tipo WhatsApp, Telegram, Facebook, coadiuvati magari da un Chatbot, cioè un software che simula una conversazione, sono ideali per il follow-up dei corsi o come servizio informazioni supplementari, le cosiddette FAQ (frequently asked question). Anche in questo caso sono evidenti i risparmi sui costi di gestione; basta infatti aprire un Account dedicato su questi Social Network per essere già attivi senza bisogno di ulteriori azioni.
  2. Trovare un coordinamento tra tutti gli attori coinvolti: Pubbliche Autorità, esercizi commerciali cittadini e commercianti ambulanti, affinché tutti siano informati su CHI FA COSA e qual’è l’obbiettivo reale del progetto. Questa è una condizione necessaria affinché si fondi la prima regola di ingaggio tra tutti gli stakeholder, ossia ‘il rispetto dello scopo del lavoro’. Questa conoscenza è molto importante, poiché evita incomprensioni e malfunzionamenti all’interno di un organizzazione, diminuendo o annullando del tutto, i costi di eventuali correzioni gestionali in corso d’opera. Data l’importanza della riuscita del progetto, sarebbe opportuno che il Management direttivo sia a livello Pubblico (Comuni o Enti dedicati);
  3. Definire all’interno dello spazio dedicato al Mercato, idonei punti per la raccolta delle varie tipologie di rifiuti prodotti (organico derivante dagli scarti dei prodotti vegetali, legno delle cassette, plastica degli imballaggi, vetro e alluminio, carta e cartone) attrezzati con opportuni contenitori per la raccolta dei materiali separati e di facile rimozione. Un punto importante in ottica circolare, oltre alla modalità di raccolta dei materiali residuali prodotti dal mercato è soprattutto il destino che essi subiscono. Infatti, data la qualità dei materiali separati, è consigliabile attivare i canali di vendita diretta ai consorzi di riciclo facenti parte del CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi). Questa modalità è davvero raccomandata e permette di bypassare le Società di intermediazione per la vendita dei rifiuti, e vendere direttamente i materiali selezionati ai consorzi di riciclo. Infatti, applicando la separazione alla fonte, la vendita diretta dei materiali è privilegiata, poiché i materiali raccolti sono esenti da contaminazioni indotte; in altre parole sono pronti per essere rilavorati dai consorzi di riciclo senza bisogno di ulteriori passaggi di separazione/selezione, lavaggio e sanificazione. Per quanto riguarda la parte rifiuto organico ed il legno delle cassette, ad esempio, le opportunità di recupero sono diverse: in impianti di compostaggio, in impianti di cogenerazione con biomassa o centrali a biomasse. Per la plastica il vetro, la carte ed il cartone una separazione alla fonte effettuata correttamente, permette di dare un alto valore commerciale ai materiali separati.
  4. Per spingere questo tipo di raccolta è necessario fornire ai venditori ambulanti semplici shopper compostabili da 110l. utilizzabili per la raccolta selettiva dei loro rifiuti. Questo è un passaggio importante, poiché responsabilizza i commercianti ambulanti (e non!) a separare alla fonte i propri rifiuti organici, con notevoli vantaggi, non solo in termini di separazione dei materiali, ma anche per esempio, di pulizia all’interno delle aree di esercizio e all’interno dei cassoni di raccolta, limitandone i frequenti lavaggi, prima causa di consumo abnorme di acqua.
  5. Capita spesso, per esempio, che prodotti come ortaggi, verdure e frutta “non belli da vedere e quindi da vendere“ finiscono per essere considerati scarti ed eliminati (questo succede anche per altri prodotti, tipo caseari, ittici, ecc.), non considerando che possono essere utilizzati in cucina in vari modi. Per questo, in linea con la  recente normativa italiana contro lo spreco alimentare (Legge 19 agosto 2016, n. 166 Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi), è necessario prevedere all’interno dell’area del Mercato una Postazione Solidale, gestita da volontari o da personale Pubblico, dove raccogliere e distribuire alle persone o alle famiglie indigenti i prodotti scartati a causa di irregolarità estetiche, ma ancora buoni ed utilizzabili. Questa iniziativa, di grande valore etico e sociale, deve trovare nei commercianti ambulanti i primi promotori.
  6. Ultimo punto, è la capacità di creare nei commercianti ambulanti (e non!), i presupposti per un cambio di mentalità, che vada nella direzione della sostenibilità, introducendo il concetto di Sustainable Supply Chain, ovvero una Catena di Distribuzione Sostenibile. Questo strumento, davvero importante, deve contare su un sistema organizzativo attento ed efficiente, che permetta di seguire il prodotto commercializzato, dall’acquisto, nelle regioni di origine di produzione, fino alla distribuzione nei canali classici di vendita e che sia garante della filiera eco-sostenibile dei prodotti. Questa forse è la sfida più grande di tutto il progetto, ossia, far comprendere ai commercianti l’importanza della filiera di produzione dei prodotti che vendono, che deve essere il più sostenibile possibile, sia dal punto di vista ambientale, ma anche sociale ed economico; come dire, prestate attenzione ai prodotti che mettete in vendita, che non provengano dallo sfruttamento delle persone e dell’ambiente. Ricordo che il caporalato, in Italia è una vera e propria piaga sociale da debellare.

Le abitudini sono difficili da modificare in breve tempo, ma se ripensiamo in chiave circolare l’attuale modello con cui viene gestito un mercato cittadino o rionale, scopriamo che ci sono molteplici benefici per la città. Uno su tutti è il risparmio dei costi associati all’evento stesso. Se pensiamo a cosa succede dopo un Mercato, si capisce molto bene il concetto del risparmio ipotizzato con l’attuazione di un modello circolare. Infatti, concluso un mercato, appena dopo che gli ambulanti hanno lasciato libere le aree di lavoro, si iniziano le attività di spazzamento e carico dei rifiuti, che hanno, insieme agli smaltimenti e alla separazione per tipologie di rifiuti, un impatto notevole sui costi di gestione.

L’immagine sopra è stata scattata durante lo svolgersi di un mercato cittadino ed è ben visibile lo stato in cui versano i rifiuti generati dall’evento.

Questo esempio non è l’unico, in quasi tutti i mercati si può trovare lo stesso esempio, pochi sono i Comuni illuminati che adottano modelli più sostenibili e veramente circolari.

Quindi quali sono i benefici per la città e quali i benefici per i commercianti ambulanti, se decidessimo di adottare un modello circolare come descritto nei 6 punti sopra?

I vantaggi per la città sono molti:

  1. Si noterà, sin da subito, un immediato ordine nelle aree del mercato! L’ordine è sempre un gran bel segnale!!
  2. Si ha un risparmio sui costi generali associati alla gestione dell’evento;
  3. Abbiamo un calo della produzione di CO2 dovuta al minor utilizzo dei mezzi dedicati alla pulizia;
  4. Risparmio quindi sul consumo di carburante fossile;
  5. Risparmio di acqua utilizzata per i lavaggi delle aree del marcato e dei mezzi di raccolta e spazzamento;
  6. Maggior sicurezza alimentare dovuta all’applicazione della Sustainable Supply Chain;
  7. Maggior impatto economico ed etico-sociale nei luoghi di origine dei prodotti venduti;
  8. Grande produzione di materie-seconde pronte per essere recuperate e riciclate;
  9. Annullamento, o quasi, dei costi legati allo smaltimento dei materiali raccolti;
  10. Certezza del recupero e riciclo dei rifiuti separati alla fonte;
  11. Creazione di un bene sociale, come la postazione solidale per la distribuzione dei prodotti scartati a causa di irregolarità estetiche.

Questi, sono solo alcuni dei macro benefici che le città possono avere se adottano un modello circolare applicato ai Mercati rionali. Altri ce ne sono di minore impatto, ma sempre importanti dal punto di vista del risparmio economico e ambientale: per esempio la gestione elettronica delle comunicazioni, ecc.

I vantaggi per gli ambulanti invece, si traducono in un risparmio sul canone di concessione degli spazi, ovvero la possibilità di poter richiedere una riduzione sempre maggiore della quota della tariffa applicata (quindi risparmio sulla tariffa rifiuti, potendo contare anche su una gestione più controllata qualitativamente dello spazio della concessione).

A conti fatti, quindi, adottare un modello sostenibile e circolare conviene un po’ a tutti!

* Un webinar è un “web seminar” ossia un seminario (o corso di formazione) offerto tramite il web. Gli strumenti attualmente disponibili per la realizzazione di webinar permettono ai partecipanti di collegarsi a un’aula virtuale, ascoltando il docente, visualizzando ciò che compare sullo schermo del suo computer e interagendo con lui/lei e con gli altri partecipanti tramite chat o il microfono del proprio computer. Oppure possono essere fruiti post collegamento in formato podcast o presentazione registrata e questi prendono il nome di webcast.

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